3 lezioni dalle elezioni UK 2019

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analisi elezioni UK 2019, Boris Johnson Primo Ministro

I britannici hanno scelto la Brexit

Il dato politico e numerico delle elezioni nel Regno Unito è chiaro: i Britannici hanno confermato di voler lasciare l’Unione Europea.In quello che per molti aspetti è sembrato una sorta di secondo referendum sulla permanenza nell’UE travestito da elezioni, i LibDem falliscono nel tentativo di ergersi a rappresentanti esclusivi della parte Remain del Paese, mentre i Laburisti perdono i seggi storici del nord dell’Inghilterra che nel 2016 avevano votato “Leave” a favore dei Conservatori, i quali si sono presentati in campagna elettorale con un messaggio chiaro e, purtroppo, vincente: “Get Brexit done”.

Labour. Non basta il programma se la leadership è debole

Al partito Laburista non è bastato un programma apprezzato di maggior giustizia sociale in un Paese messo a dura prova da un decennio di tagli ai servizi pubblici. È bastata invece una leadership debole e impopolare per togliergli ogni possibilità di vittoria. Inutile fare paragoni o trarre conclusioni per il caso italiano da queste elezioni. Più saggio, a mio parere, allargare lo sguardo in senso storico e geografico e collocare l’ennesima sconfitta dei Laburisti all’interno della crisi generale dei partiti del centrosinistra europeo.

Una lezione per il PD. Proposte coraggiose e radicali.

Se c’è invece qualcosa che il Partito Democratico potrebbe – anzi dovrebbe – imparare dal sister party di oltremanica è la straordinaria capacità che il Labour ha avuto nel dettare l’agenda politica attraverso proposte coraggiose e radicali, costringendo i Conservatori a confrontarsi sul tema dell’uguaglianza sociale, ed a inseguire.

di Lorenzo Ammirati, Segretario del PD Londra