Colonia. La violenza sulle donne che legittima il razzismo

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Germany Sexual Assaults

Durante le prime settimane del 2016 abbiamo assistito a molti discorsi di opinionisti, intellettuali o presunti tali sul caso delle aggressioni sessuali di Colonia. Non si parlava del fenomo in quanto tale, ma aggravato perché attuato da persone che sembravano provenire dal Nord Africa o Medio Oriente.

Cominciamo dal dire che “sembrare” del Medio Oriente o Nord Africa in una società multi-culturale non significa o dovrebbe significare essere immigrati o rifugiati, clandestini o meno. Facciamo anche notare che l’accusa di aggressione sessuale é gravissima così com’é, così grave che siamo sorpresi e scioccati che la polizia tedesca non l’abbia presa sul serio e con la dovuta celerità.

Bisogna però dire che qualsiasi aggravante o attenuante su base etnica, religiosa o geografica di tale accusa non é solo discriminatoria: é razzista. E popoli come l’Italia e la Germania che hanno passati nazi-fascisti così storicamente vicini, dovrebbero essere molto spaventati dall’uso di queste aggravanti o attenuanti. E’ possible non aver imparato nulla dalla storia? La risposta della società civile, istigata da un giornalismo completamente privo di nozioni storico-geografiche sensate, o anche solo buon senso, sembra essere non un’affermazione della “tolleranza zero contro la violenza sulle donne” in assoluto, ma una “tolleranza zero contro la violenza sulle donne, se ad esercitare la violenza sono gli altri”.

New Picture (6)Continuiamo col dire che in un’Europa post Parigi, é inspiegabile avere avuto così tante persone in una piazza pubblica durante un grande evento che ovviamente sarebbe potuto divenire un facile target, senza polizia, sicurezza presente, vicina, o almeno sotto allerta. E ci chiediamo: ma é possible che nell’era dei social media non si siano fatte foto, non siano stati girati video, o queste aggressioni non siano state ampiamente documentate digitalmente?

Noi siamo vicini a tutte le vittime, e mandiamo loro la nostra più piena solidarietà. Ma é doveroso dire che ancora una volta nel nostro continente il problema non sono le persone, il problema sono i servizi.

Il dato reale é uno solo: la violenza e l’aggressione vanno sempre condannate, non ci sono aggravanti o attenuanti se a commetterle è un italiano, un tedesco o un marocchino. Grava invece un’ enorme responsabilità su chi non applica e non fa rispettare la legge. E grava anche un’enorme responsabilità in chi pubblica pezzi di dubbio giornalismo facendo ricostruzioni storiche totalmente sbagliate e paventando un attacco tribale all’Europa che originerebbe in “lotte ataviche per pozzi d’acqua, donne e bestiame” stando al primo editioriale del nuovo direttore di La Stampa Maurizio Molinari.

Come se le uniche 2 Guerre Mondiali mai esistite non fossero avvenute proprio in Europa, proprio a casa nostra, proprio per mano nostra, per la definizione delle nostre frontiere e lotte di potere. Come se le potenze che hanno dichiarato e continuano a dichiarare guerra al resto del mondo per garantirsi unico, esclusivo ed incondizionato accesso alle risorse non fossimo noi. Il dato reale é uno solo: non sono le differenze culturali, ma é l’ignoranza e la sua diffusione il vero ostacolo a qualsiasi discorso utile sull’integrazione.

Mina Zingariello*
* Mina Zingariello è laureata in Relazioni Internazionali all’Università di Trento, ha lavorato per diverse organizzazioni non governative in Italia, Africa e America Latina. Oggi vive a Londra dove lavora per l’organizzazione umanitaria The International Rescue Committee ed è membro del Coordinamento del Circolo PD Londra & UK “Decio Anzani”.