È necessario presentare ora all’Home Office la richiesta di certificato di residenza permanente in UK per quelli che risiedono qui da oltre 5 anni?

No, fino al momento in cui il Regno Unito resterà nella UE non è necessario per i cittadini UE richiedere il certificato di residenza permanente (permanent residency) per vedersi riconosciuto il diritto di residenza. Come ammettono le stesse Autorità britanniche – che scoraggiano i cittadini UE dal presentare ora una domanda di certificato di residenza permanente – per i cittadini UE i diritti di circolazione e stabilimento derivano direttamente dalle norme europee (Trattato e Direttiva 2004/38) e non dipendono da una conferma da parte britannica. Gli unici casi in cui è necessario presentare una richiesta di certificato di residenza permanente riguardano (i) i familiari non diretti di un cittadino dello Spazio Economico Europeo o della Svizzera, (ii) chi abbia intenzione di sponsorizzare la richiesta di visto del proprio partner sulla base delle norme britanniche sull’immigrazione (Immigration Rules), (iii) il cittadino UE che voglia avviare la procedura per l’ottenimento della cittadinanza britannica. In quest’ultima ipotesi il previo ottenimento di un certificato di residenza permanente costituisce, secondo la legge britannica, una tappa necessaria della procedura per acquisire la cittadinanza.

Fino ad oggi, la procedura stabilita dalla legge britannica per la naturalizzazione e per l’ottenimento del passaporto britannico per i cittadini UE prevede i seguenti requisiti: (a) L’ottenimento del certificato di residenza permanente . Ad oggi per essere idonei a richiedere la permanent residency bisogna aver maturato almeno 5 anni di residenza nel Regno Unito; (b) Sei anni almeno di residenza nel Regno Unito per poter fare domanda di cittadinanza. Qui la lista di tutti i requisiti necessari per poter fare domanda di cittadinanza britannica: https://www.gov.uk/becoming-a-british-citizen.

Si ricorda che la legislazione sulla cittadinanza, come negli altri Paesi UE, ha carattere nazionale ed è totalmente svincolata dalla appartenenza o meno all’Unione Europea. Per questo motivo, il Regno Unito è libero di cambiare le regole applicabili alla naturalizzazione ed al rilascio del passaporto britannico in qualsiasi momento a prescindere dalla Brexit.

Peraltro, la Brexit non avrà conseguenze su quanti siano già oggi titolari di doppia nazionalità, italiana e britannica, in quanto entrambi i Paesi ammettono la doppia nazionalità.

In ogni caso, a partire dalla Brexit (dopo il 29 marzo 2019) ed entro sei mesi dalla fine del periodo transitorio (31 dicembre 2020) tutti i cittadini UE residenti nel Regno Unito (o che risulteranno residenti alla fine del periodo di transizione) – inclusi quelli che avessero già ottenuto il certificato di residenza permanente – dovranno registrarsi richiedendo all’ Home Office il c.d. “settled status” per potersi vedere garantiti i diritti acquisiti riconosciuti dall’ accordo di recesso (in sostanza gli stessi diritti di cui godono oggi). Tuttavia il settled status ha in sé una serie di vincoli, lo status si perde in caso si rimanga assenti dal Regno Unito per piu’ di 5 anni.

I titolari di certificato di residenza permanente potranno vedersi convertito gratuitamente questo certificato nel nuovo “settled status” quasi automaticamente, previa presentazione della richiesta, controllo dell’identità, conferma della permanenza della residenza nel Regno Unito e controllo della fedina penale.

Si ricorda che per i cittadini italiani la registrazione all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) è obbligatoria ai sensi della legge italiana. Peraltro, proprio perché prevista solo dalla legge italiana, la registrazione all’AIRE non costituisce prova di residenza ai sensi della legislazione britannica.