Esistono incentivi al rientro per i cittadini italiani residenti in UK?

Non esistono misure specifiche di incentivo al rientro per i cittadini italiani che vogliano lasciare il Regno Unito a seguito della Brexit. Sono tuttavia in vigore misure di carattere generale e valide in alcuni casi sia per cittadini italiani che non italiani – che mirano a facilitare o incentivare lo stabilimento lavorativo, accademico, fiscale e previdenziale in Italia.
In materia previdenziale, valgono le considerazioni circa la totalizzazione dei periodi di lavoro svolti in UK con quelli in Italia, già espresse in risposta alla domanda “Dopo il referendum è cambiato qualcosa in materia di oneri contributivi e previdenziali?” (In merito vedere i siti web dell’ Istituto Nazionale Previdenza Sociale InfoPrevidenza).

In materia fiscale, la legge 11 dicembre 2016, n. 232 (c.d. “Legge di bilancio 2017”) ha introdotto misure volte ad agevolare le persone fisiche (anche non italiane) che trasferiscono la residenza in Italia per svolgervi un’attività di lavoro per le quali è prevista una tassazione agevolata dei redditi prodotti in Italia e misure volte ad agevolare le persone fisiche che si trasferiscono in Italia a prescindere dallo svolgimento di una particolare attività lavorativa, per le quali è prevista una tassazione agevolata dei redditi prodotti all’estero.

Tre specifiche iniziative sono infine in vigore infine per incoraggiare e facilitare il rientro dei cervelli sul territorio nazionale. Il programma Giovani Ricercatori Rita Levi Montalcini, che seleziona ventiquattro soggetti all’anno per un contratto triennale di ricercatore presso Università statali italiane e si rivolge ad esperti italiani e stranieri in possesso di titolo di dottore di ricerca o equivalente da non più di 6 anni, impegnati stabilmente all’estero in attività di ricerca o didattica da almeno un triennio. La struttura FARE, che finanzia interventi volti all’attrazione dei vincitori di grant ERC (European Research Council). In particolare, viene erogato un finanziamento aggiuntivo a favore dei ricercatori che abbiano vinto bandi ERC delle tipologie starting grant, consolidator grant o advanced grant e che abbiamo optato per un’istituzione italiana avvalendosi dell’istituto della portabilità. Le chiamate dirette, che sono un canale di reclutamento che prescinde dalle ordinarie procedure di selezione, e consente agli Atenei italiani di chiamare direttamente ricercatori, professori e studiosi a tempo determinato stabilmente impegnati all’estero in attività di ricerca o insegnamento a livello universitario da almeno un triennio, previa autorizzazione del Ministro dell’Istruzione.