How to start (up) innovation? What Italy can learn from the UK experience

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Loncandina dell'evento, How to start (up) innovationQuale è allora il panorama delle start up innovative in Italia? Perché molte continuano a spostarsi all’estero? Quali sono le  opportunità di cambiamento e miglioramento dell’attuale sistema, prendendo spunto dall’esperienza inglese?

Ne parliamo con tre esperti del settore innovazione digitale, rappresentanti del governo, delle imprese e del parlamento Stefano Quintarelli, Enza Bossio e Mattia Corbetta, per discutere quali politiche mancano all’Italia per lanciare una vera svolta innovativa e proporre alcune idee concrete per rimuovere alcuni degli ostacoli al finanziamento delle start up. Visita la pagina Facebook dell’evento e “join”.

L’innovazione è chiave per la competitività di un paese oggigiorno. Promuovere la capacità innovativa del proprio sistema paese dovrebbe essere una priorità strategica per l’Italia per evitare di rimanere indietro nella corsa globale innovazione-produttività-crescita. Ruolo chiave per l’innovazione è giocato dalle ‘start up’, piccole imprese ad alto contenuto innovativo.

La capacità innovativa del sistema Italia beneficia di buone conoscenze, una forza lavoro ben qualificata e alcuni centri/settori di eccellenza. Tuttavia, gli investimenti nell’innovazione rimangono bassi (l’1,3% del PIL a paragone di una madia Europea del 2,1%, mentre il venture capital nazionale è all’incirca un decimo di quello tedesco). L’OECD indica il problema dei finanziamenti come uno dei tre più grandi ostacoli da superare per le start up italiane.

Nonostante questo non sia cosi’ al momento, recenti provvedimenti governativi hanno snellito il sistema di strutture preposte ad aiutare start up in Italia. I numeri sono incoraggianti ma indicano anche chiaramente la necessità di introdurre nuovi provvedimenti per un settore che cresce ma rimane agli albori rispetto alle realtà presenti in altri paesi europei ed in particolar modo in Inghilterra.