Il punto su Brexit del Presidente Massimo Ungaro

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12D02194000005DC-0-image-a-22_1434332479445 Come Presidente del circolo del Partito Democratico vorrei esortare tutti i Britalians, i londinesi e tutti gli italiani che vivono e lavorano nel Regno Unito a mobilizzarsi per votare e far votare a favore della permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea al referendum del prossimo 23 Giugno 2016.

L’Unione sta attraversando un momento molto difficile, stretta tra una fragilissima ripresa economica e l’emergenza rifugiati. Il processo di integrazione è già in crisi dal 2005 quando Francia e Olanda votarono contro il progetto di costituzione europea.

Proprio per questo motivo pensiamo che ora come non mai sia importante restare uniti. Solo uniti potremmo costruire un’Europa più giusta, più forte, più solidale. L’uscita del Regno Unito dall’Unione potrebbe essere un colpo fatale all’intero progetto e segnare l’inizio di un processo di disintegrazione.

Al Regno Unito conviene restare nell’Unione. Per dare respiro alla propria economia, per partecipare ad un progetto di pace e stabilità, per esprimersi su processi che inevitabilmente influenzeranno il suo sviluppo.

Quale sarebbe l’alternativa per l’UK? Ricalibrare il proprio modello di crescita tipo Cayman formato gigante? Per questo motivo esortiamo il Partito Laburista a mobilizzarsi con forza su quella che è senza dubbio la questione politica più importante degli ultimi decenni.

Vivendo nel Regno Unito siamo coscienti delle diverse sensibilità e bisogni dei vari stati membri e siamo assolutamente a favore di un’Europa a due velocità, con un gruppo che si adopera per una maggiore integrazione, e di un altro soddisfatto con il livello d’integrazione attuale. L’Unione Europea è prima di tutto un progetto politico democratico, complesso e multidimensionale, la cui ricchezza si fonda sulla diversità dei propri membri e sulla condivisione di valori comuni.

L’Unione Europea attuale ha senz’altro ancora molti difetti, come ci ricordano molti amici della sinistra britannica. E’ la più grande area economica del mondo ma, mentre i capitali e le merci si muovono liberamente, questo non è sempre vero per i diritti, le pari opportunità o i lavoratori stessi.

Occorre ancora lavorare molto per costruire l’Europa sociale e introdurre l’indennizzo europeo di disoccupazione, il salario minimo europeo, la cittadinanza europea, l’accoglienza europea per i rifugiati e gli immigrati. Questo rimane l’obbiettivo principale, il faro guida, ancora più del sogno federalista di una completa unione politica. Ma tutto questo non è possibile se non restiamo uniti.

Vi invitiamo ad aderire alla campagna per il SI di Britain Stronger in Europe.