Jobs Act: ecco cosa cambia

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Il Jobs Act, l’insieme di nuove normative sul lavoro approvato dal governo Renzi nel corso del 2014 ed entrato in vigore quest’anno, costituisce una delle piu’ importanti riforme del lavoro nella storia recente Italiana. Oltre ad essere uno dei soggetti politici piu’ controversi e discussi nell’Italia di oggi, la riforma e’ anche complessa, apportando modifiche importanti in termini di forme contrattuali, ammortizzatori sociali e welfare.

Questa breve scheda introduttiva riassume i punti principali del Jobs Act e si pone come obiettivo quello di facilitare la discussione durante l’Assemblea di Circolo di Sabato 16 Maggio

  1. Forme contrattuali
  • Fine dei contratti a progetto (i cosiddetti co.co.pro). Il lavoratore non potra’ piu’ essere assunto a progetto, ma solo essenzialmente con un contratto a tempo indeterminato ( il ‘contratto unico’) o determinato, secondo una delle sette tipologie contrattuali previste dalla nuova legge (apprendistato, subordinato…)
  • Chi ancora lavora con la formula contrattuale a progetto verrà inserito in una “gestione transitoria”, al termine della quale verrà assunto con la nuova forma contrattuale.
  • Il Contratto Unico, a tempo indeterminato, andrà a costituire la forma più comune di rapporto di lavoro
  • Il Contratto Unico e’ a tutele crescenti: tutele che crescono con l’anzianità di servizio. Il livello massimo di tutele viene raggiunto dopo 3 anni, con 24 mensilita di indennizzo economico in caso di licenziamento.
  • E’ possible essere assunti con contratto a tempo determinato, la cui durata non deve superare I 36 mesi (prorogabili per altri 12 mesi), dopo i quail un rinnovo fa subentrare un contratto a tempo indeterminato. Un contratto a tempo determinato di durata inferiore a 36 mesi puo’ essere prorogato per un massimo di 5 volte nell’arco dei 36 mesi (come disposto dal decreto Poletti)
  • Il numero di contratti a tempo determinato non puo’ superare il 20 per cento del totale degli impiegati a tempo indeterminato all’interno dell’azienda (salvo alcune eccezioni, ad esempio le aziende che occupano fino a 5 dipendenti).
  • Viene mantenuto l’apprendistato: un contratto a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e occupazione dei giovani.
  1. Reintegro
  • Fine del reintegro per i licenziamenti economici considerati illegitimi: in questi casi resta solo l’indennizzo (fine dell’articolo 18 per come lo conosciamo). Questo vale solamente per i nuovi contratti e non per quelli esistenti.
  • Rimane il reintegro per i licenziamenti discriminatori e disciplinari. Questi reintegri sono limitati solo ad alcune fattispecie e si cerchera’ di tipizzarli il piu’ possibile per ridurre al minimo la discrezionalità dei giudici.
  • In caso di vertenza, il lavoratore ed il datore di lavoro possono ricorrere alla conciliazione standard dove un indennizzo economico viene pattuito per evitare di ricorrere alle vie legali
  1. Ammortizzatori Sociali
  • Viene abolita la Cassa c’integrazione per cessazione di attivita’.
  • Viene introdotta la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), la nuova indennità di disoccupazione-, che sostituisce l’ASpI e la mini Asp anche se i destinatari rimangono gli stessi
  • I requisiti per ricevere la NASpI sono 1) essere disoccupati; 2) aver versato un minimo di 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione 3) aver lavorato regolarmente per almeno 30 giornate effettive, a prescindere dal minimale contributivo, nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione.
  • In quel caso il lavoratore disoccupato ottiene il 75% dello stipendio,(con un tetto massimo di 1300 euro) per un periodo pari alla meta’ del periodo lavorato (e ad ogni modo non piu’ di 24 mesi, questo limite scende a 18 mesi a partire dal 2017). L’ammontare percepito scende del 3% al mese a partire dal quarto mese
  • Fino al 2016 la NASpI dura 24 mesi. Dal 2017 la durata massima scende a 18 mesi.
  • Oltre al NASpI vengono introdotti due nuovi trattamenti contro la disoccupazione che tuteleranno coloro che hanno esaurito la NASpI e sono in condizione di bisogno (ASDI) e i precari (DIS-COLL), che rimangono comunque forme di sostegno al reddito limitate nel tempo e correlate a quanti contributi sono stati pagati
  1. Agenzia per l’occupazione
  • Viene costituita un’agenzia nazionale per l’occupazione per facilitare il coordinamento tra domanda e offerta di lavoro (su ispirazione del modello tedesco).
  • I disoccupati potranno accedere al servizio gratuitamente tramite un sistema di vouchers (cosiddetto contratto di ricollocazione proposto da Pietro Ichino) rilasciato dallo Stato e usato dall’utente che sceglie tra agenzie pubbliche o private. Le agenzie possono incassare il voucher solamente dopo che l’utente ottiene un’offerta di lavoro.
  • Al momento non sono ancora stati emessi decreti attuativi
  1. Maternita’
  • Il congedo di maternita’ e’ esteso anche alle lavoratrici prive di contratto a tempo indeterminato. Per le lavoratrici autonome e libere professioniste ci sara’ la possibilita’ di avere un congedo retribuito dall’Inps.
  • Il congedo di maternità permette alle neo-mamme di stare a casa dal lavoro per 5 mesi (dai 2 mesi precedenti il parto sino ai 3 mesi successivi la nascita del bambino). Al padre viene dato il diritto di prendere il congedo di paternita’ al posto della madre
  • Viene estesa notevolmente la possibilità di usufruire di congedi parentali retribuiti con un’indennita’ del 30% dello stipendio per i figli con eta’ compresa tra 3 e 6 anni per non piu’ di 6 mesi l’anno
  1. Flessibilita’ sul posto di lavoro
  • Ferie solidali – introduce la possibilità di cedere parte delle proprie ferie a colleghi con figli minori malati.
  • Mansioni flessibili: sara’ piu’ semplice far passare il lavoratore da una mansione all’altra
  • Demansionamento: sara’ possibile ma la retribuzione non potrà essere ridotta.

Per saperne di piu’….