Lettera a Mario Monti

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Pubblichiamo una lettera del nostro Segretario al nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri, Prof. Mario Monti:

 

Gentile Professore,

Molti di noi, cittadini Italiani a Londra una collettività che Lei hai avuto modo di frequentare e conoscere di persona, non hanno ne festeggiato ne gioito per gli accadimenti della scorsa settimana. Non per indifferenza  ma perche’ stanchi di guardare solo ed esclusivamente  ad un immobile , lunghissimo passato. L’incarico a Lei conferito da Giorgio Napolitano per la guida di un nuovo Governo in questo senso ci rassicura e obbliga il Paese, finalmente, a confrontarsi con quelle decisioni e quelle riforme che hanno spaventato la classe dirigente italiana e diffuso un senso di angoscia tra la popolazione.

Molti dei più giovani che hanno lasciato il Paese guardano con fiducia al Suo Governo come a quello che potrebbe farci sentire molto più Italiani di quanto non ci sentiamo oggi. In questo sentimento che ci unisce, siamo tutti pienamente consci dei sacrifici richiesti.

Nel giorno della presentazione alle camere siamo confortati dalla Sua storia professionale che è trasparente e documentabile, puntellata di successi concreti e di risultati.  Abbiamo letto saccenti commenti sul tuo essere un tecnico o peggio un agente del sistema che avrebbe prodotto l’attuale crisi di sistema. Questi commenti sottintendono che l’unico compito del Governo che Lei presiede sarebbe quello di rassicurare il fantomatico “mercato”. Questi autori dimenticano che a Lei si devono importanti provvedimenti in materia di trasparenza finanziaria e bancaria; di robuste decisioni a tutela dei consumatori contro monopoli e cartelli. Dimenticano che a Lei si deve l’esplicito riconoscimento normativo che diritti sociali quali la tutela del lavoro ed il diritto di sciopero sono principi ancora più fondamentali che la sola promozione del “mercato”.

Il momento che attraversa l’Eurozona e la nostra nazione, pur nella sua per certi versi tragicità, ha un elemento positivo: la necessità di agire. Dal Suo Governo ci aspettiamo dunque non le solite banalità che pure alcune voci, anche all’interno del nostro Partito, il Partito Democratico, ripetono senza in realtà capirne il vero significato. Non è licenziando a piacimento o privatizzando alcune aziende municipali che si rifonda un sistema economico, al contrario questo si rifonda incoraggiando maggiore eguaglianza di accesso e di trattamento e introducendo trasparenza nel sistema finanziario e fiscale. Pensiamo che nella cornice di uno stato sociale non sia scorretto rimuovere barriere e ribaltare rendite di posizione, discriminando attivamente i giovani e le donne che tanto danno e poco si vedono riconosciuto nella situazione che il Suo Governo eredita.

Presidente, dal Suo Governo ci aspettiamo molto anche per l’Europa tutta. Facciamo nostro il Suo invito a tutti i paesi europei dentro, come l’Italia, e fuori dell’Eurozona, come il Regno Unito, a non continuare a recitare vecchi ruoli nelle capitali ed a Bruxelles. Come da Lei affermato paesi con “differenti tradizioni culturali” devono ciascuno trovare aree in cui “giustificare alcune concessioni” affinchè vi siano progressi nel mercato comune europeo. “Stati membri con una tradizione di maggiore sostegno sociale dovrebbero essere più pronti a prendere nuovi impegni a favore della libera competizione, se stati membri di tradizione anglosassone mostrassero disponibilità a prendere in considerazione esigenze sociali”,  Ci aspettiamo dunque che il Suo Governo promuova in Europa misure dettate non dalla paura e dall’emergenza ma che promuovano invece settori e attività che non sono stati ancora pienamente valorizzati come ad esempio il completamento del mercato unico interno con la piena inclusione dei servizi o la creazione di una cornice regolamentare che favorisca la creazione di posti di lavoro nel settore energetico e dello sviluppo sostenibile.

In conclusione noi cittadini Italiani residenti all’estero Le chiediamo di ridarci una speranza per un’Italia nuova, capace di crescere e di aprirsi nel contesto di una Unione sempre più unita.

A nome dei democratici di Londra e del Regno Unito rivolgo a Lei  ed al Suo Governo sentiti auguri di buona fortuna e buon lavoro.

 

Andrea Biondi
Segretario PD Londra & Regno Unito