Lettera del nostro Segretario al Ministro per le Riforme Costituzionali

|

PDLONDRA&UK2

Al Ministro per le Riforme Costituzionali e Rapporti con il Parlamento
Largo Chigi, 19

Londra, 10 Dicembre 2014

Egregio Ministro,

Le scrivo, a nome del nostro Circolo PD Londra e Regno Unito, per sottoporre alla sua attenzione, nell’ambito della più ampia riforma costituzionale e elettorale all’esame del Parlamento, la nostra richiesta di una discussione aperta sul voto della circoscrizione estero.

Il dibattito nel Parlamento sulla legge elettorale dovrebbe essere occasione anche per una riflessione onesta, da tempo attesa, urgente e non procrastinabile, sulla circoscrizione estero.

Da tempo si discute di una riforma, e non poche volte si è ventilata una soluzione più radicale, forse anche condivisibile, quale la sua soppressione, a condizione, però, di garantire il diritto di voto dei cittadini italiani nel mondo verso i collegi elettorali di provenienza, come avviene in molti altri Paesi.

Ad oggi sembra che il Governo voglia preservarne l’esistenza, ma occorre che intervenga su una radicale revisione per garantirne maggiorare rappresentatività, partecipazione e, soprattutto, legalita’ e sicurezza.

Questo lo diciamo in base a quanto accaduto fino ad oggi, sia in termini di risultati di partecipazione che di ripetute e manifeste irregolarita’ nell’esercizio del voto, favorite anche dal vigente sistema di voto e dalle sue modalita’ di organizzazione e svolgimento.

L’attuale sistema, basato sulla registrazione degli elettori al registro AIRE – Anagrafe degli italiani all’estero, concede il diritto di voto nella circoscrizione estero prevalentemente ad un’emigrazione piu’ tradizionale e di lungo periodo, lasciando fuori quella delle nuove generazioni piu’ mobili e incerte nella loro permanenza all’estero, ma che rappresentano una crescente realtà nelle comunità italiane all’estero.

Sulle modalita’ di voto, poi, il solo voto per corrispondenza si e’ dimostrato fallace su più aspetti, sia in termini di sicurezza e segretezza del voto, sia di economicità e partecipazione.

A questo si aggiunge l’ampia estensione delle circoscrizioni elettorali, corrispondenti ai continenti (una popolazione elettorale di oltre un milione distribuita su decine di Stati), che richiede importanti risorse finanziare per essere coperte da parte dei candidati, sia durante le elezioni sia una volta eletti.

A questo, si aggiunge un sistema proporzionale con preferenza multipla, che sebbene dia all’elettore la possibilita’ di scelta del proprio eletto, è degenerato in alcuni contesti geografici, come dimostrato da alcune inchieste giudiziare, in un sistema di diffusa corruzione e voto di scambio. Il voto per corrispondenza ha permesso l’infiltrazione e la contaminazione del voto, in quasi tutte le tornate elettorali,da parte digruppi di interesse e potere, anche criminale, che si sono, in molti casi, sostituiti agli elettori nell’esercizio del voto e nella scelta del loro eletto.

Tralascio, poi, di sofferarmi sulle procedure di scrutinio del voto degli italiani all’estero, svolte nella sede della Protezione Civile Nazionale di Castelnuovo di Porto (Roma), dove sono convogliati tutti i plichi elettorali della circoscrizione estero, che ha dimostrato forti carenze organizzative ed amministrative.

Alla luce della nostra esperienza, come circolo PD all’estero e come elettori nella circoscizione estero, sottoponiamo alla Sua attenzione alcune proposte di modifica dell’attuale sistema di voto per la circoscrizione estero:

  • Superamento del registro AIRE, ma istituzione di un registro dei votanti aperto a tutti i cittadini italiani, che nel periodo di elezioni si trovinoall’estero per motivo di studi e lavoro, a prescindere dalla permanenza, e che facciano richiesta entro una determinata data prima della data di elezioni presso il Consolato di riferimento. A tal proposito, ottimi esempi e suggerimenti operativi possono arrivarci dall’organizzazione del voto dall’estero per i cittadini del Regno Unito.
  • Rivisitazione delle modalità di voto, favorendo il voto ai seggi, da istituirsi ogni 4000 abitanti, permettendo, solo su esplicita richiesta ed entro una determinata data prima delle elezioni, il voto per corrispondenza.
  • Contestualita’ del voto estero con quello italiano, tranne per chi ha richiesto voto per corrispondenza: i voti devono essere scrutinanti nei seggi o nel Consolato Generale di riferimento, con un risparmio notevole sulla raccolta e trasporto delle schede in Italia, cosi come sul successivo scrutinio.
  • Ridisegno e ridimensionamento delle circoscrizioni elettorali con la creazione di collegi uninominali in modo da recuperare maggiore corrispondenza tra eletto e territorio, nonche’ ridurre i costi di campagna elettorale ed, infine,  prevenire le degenerazioni del voto di preferenze. Nel caso dell’Europa, l’esempio della Francia sul voto e sulla rappresentanza dei propri cittadini all’estero, è un ottimo esempio da seguire per l’organizzazione e la distribuzione delle circoscrizioni.

Siamo ben consapevoli, che altre soluzioni potrebbero essere proposte e che in Parlamento, tra le varie forze politiche, non esiste ad oggi una soluzione condivisa.

Oltre quattro milioni di cittadini ed elettori italiani residenti all’estero chiedono, tuttavia, che il proprio voto conti allo stesso modo di quello dei connazionali in Italia e sia effettuato nel rispetto della partecipazione libera e democratica, nel rispetto della legalità, della sicurezza e segretezza dell’esercizio del voto.

Spero, che questa nostra richiesta, che sintetizza anche altre sollecitazioni e posizioni di molti circoli PD all’estero, possa incontrare il Suo interesse e la Sua attenzione, e che Ella stessa possa aprire un confronto diretto con le comunità e le rappresentanze, istituzionali e non, degli italiani all’estero su questo tema.

In attesa di un suo riscontro, le porgo a nome di tutti gli amici ed iscritti del PD Londra, un sincero incoraggiamento ad andare avanti nel suo lavoro ed un personale cordiale saluto.

                                                                                                            Roberto Stasi
Segretario del Circolo PD Londra & Regno Unito