Piano Junker sulla migrazione: un altro disastro?

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Questa Europa stride con l’unione di nazioni illuminate che nel 1950 crearono un meccanismo per indurre i paesi europei ad essere economicamente e culturalmente interdipendenti perché solo profondo coordinamento, integrazione ed accettazione reciproci li avrebbero salvati dalla guerra.

A seguito dell’ecatombe del 19 Aprile che ha provocato la morte di 750 migranti nelle acque siciliane, i leader dell’Unione Europea sollecitati dal Governo Italiano hanno finalmente deciso di adottato un piano coordinato per affrontare gli sbarchi.

Il piano si è andato definendo nel corso di diversi incontri tenutisi durante il mese scorso, e sarà ulteriormente raffinato in occasione del Vertice Europeo del 26 Giugno. L’accordo, che è già molto diverso da quello auspicato dall’Italia all’indomani del 19 Aprile, ha incontrato notevole opposizione all’interno dell’Unione Europea, ma molto più significativamente dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban-Ki Moon.

Il piano prevede il rafforzamento dell’operazione Frontex, cui verrà attribuito un chiaro mandato di ricerca e salvataggio. Frontex si potrà spingere fino a 138 miglia a sud dell’Italia e avrà una base operativa in Sicilia integrata da nuove navi e attrezzature tecnologiche contribuite dai paesi membri. Queste attrezzature saranno concesse principalmente dal Regno Unito e la Danimarca, che hanno categoricamente rifiutato qualsiasi altro sostegno al piano, inclusi un contributo economico e l’accoglienza di rifugiati. Il piano riguarda solo Eritrei e Siriani, cioè i rifugiati che hanno diritti riconosciuti nel 75% degli Stati Membri. Queste due nazionalità costituiscono solo il 30% degli arrivi, e la proposta non dice nulla sul rimanente 70%, che include Libici, Somali, Yemeniti. L’accordo prevede anche l’apertura di campi profughi ai confini della Libia per aprire vie di migrazione legale, e la distruzione delle barche sulle coste libiche usate dagli scafisti per trasportare i migranti.

Mentre la possibilità di migrare legalmente potrebbe costituire una soluzione credibile a questo fenomeno, la mancanza di chiarezza sul numero di rifugiati che saranno accolti è allarmante. Continuare ad aprire campi profughi in zone marginali e senza voce politica nei grandi forum mondiali, come Libano, Giordania e Niger, non è solo pericoloso, ma è potenzialmente catastrofico. È una risposta sintomatica di leader e senza visione politica tentare di bloccare i migranti in limbi che nell’esperienza degli ultimi anni si sono rivelati luoghi di gravi abusi ed ingiustizie, sono peraltro costosi e non apportano soluzioni nel lungo periodo,.

Accompagnare quest’approccio a una risposta, che include l’invasione militare nel territorio di uno stato senza un governo effettivo con il quale poterne negoziare le condizioni e nella completa mancanza di un piano di monitoraggio e protezione dei civili, può solo portare a futuri – e giustificati – rancori, risentimenti, maggiore violenza.

Tutto ciò è drammatico perché una simile operazione, come ha fatto capire Ban-Ki Moon, non avrà l’approvazione delle Nazioni Unite e perciò sarà messa in atto in violazione della legge internazionale.

Questa Europa stride con l’unione di nazioni illuminate che nel 1950 crearono un meccanismo per indurre i paesi europei ad essere economicamente e culturalmente interdipendenti perché solo profondo coordinamento, integrazione e  accoglienza reciproci li avrebbero salvati dalla guerra. Quelle nazioni illuminate cominciarono un percorso che ci ha portato nel 2012 a vincere il Premio Nobel per aver contribuito alla pace, alla riconciliazione, alla democrazia e ai diritti umani in Europa.

Le nostre risposte ai problemi politici di oggi riveleranno le loro conseguenze nei prossimi 60 anni, e politiche miopi e di breve periodo faranno precipitare nuovamente l’Europa e i nostri vicini in cicli di conflitti e guerre sanguinarie e fratricide. Mantenere alta l’attenzione su questi temi e continuare a chiedere ai nostri Governi di adottare politiche eque e umane non è solo un nostro dovere di cittadini ed elettori, ma è nel nostro interesse.

A questo link è possibile trovare “Appello Migranti: una lettera all’Europa” una lettera di 17 circoli PD europei che chiedono al Segretario Matteo Renzi e al Partito di rispettare i valori etici della nostra Costituzione e del nostro Partito ed educare la società ai concetti di accoglienza ed integrazione.

Mina Zingariello è laureata in Relazioni Internazionali all’Università di Trento, ha lavorato per diverse Orgaizzazioni Non Governative in Italia, Africa e America Latina. Oggi vive a Londra dove lavora per organizzazioni che promuovono prevenzione del conflitto e supporto ai rifugiati. Partecipa alle attivita’ del Circolo PD Londra & UK.