Sempre più progressivi sull’immigrazione e cittadianza

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ChaoukiMartedi 26 Gennaio il PD Londra ha facilitato un dibattito sui temi della cittadinanza ed dell’ integrazione ospitato dal Consolato Italiano nel Regno Unito.

Ospiti della serata sono stati l’Onorevole Khalid Chaouki, membro della Camera dei Deputati e Coordinatore dell’Intergruppo Parlamentare di Immigrazione e Cittadinanza.

Caterina Franchi, studiosa di Immigrazione e Asilo presso la Law Society.

Professoressa Leila Talani che insegna nel dipartimento di Studi Europei e Internazionali del King’s College e che si è occupata di flussi migratori per oltre 15 anni.

Il dibattito si è concentrato su tre aspetti: dal punto di vista italiano abbiamo parlato della legge elettorale 52/2015 recentemente approvata nella Camera, il suo impatto e il suo significato in termini d’integrazione e cittadinanza, sia in Italia sia per la comunità di italiani all’estero. Abbiamo messo a confronto l’esperienza italiana e quella britannica per trarre insegnamenti. Infine abbiamo situato questo discorso nel contesto europeo per capire come le dinamiche nazionali popolano la politica europea e viceversa.

L’Onorevole Chaouki è stato in prima linea nell’approvare la legge alla Camera in Ottobre 2015. La legge rivoluziona il meccanismo di acquisizione della cittadinanza introducendo due nuovi principi: ius soli temperato (può richiedere la cittadinanza chi è nato da almeno un genitore dotato di un permesso di soggiorno indeterminato e con un reddito superiore all’assegno sociale); e ius culturae (puo richiedere la cittadinanza chi è arrivato in Italia entro i 12 anni di età e abbia terminato almeno un ciclo di 5 anni scolastici). Considerando che l’8% della popolazione residente in Italia – pari circa a mezzo milione di persone –non ne ha la cittadinanza  una legge così restrittiva può sembrare inadeguata per garantire diritti ed integrazione. Eppure in una società come quella italiana che è sempre più multi-etnica, multi-religiosa e culturale, la premessa di ogni processo di integrazione solido e duraturo non può che essere un iniziale radicamento sul territorio. Tale processo, di cui la legge sulla cittadinanza è solo un primo passo, deve però essere accompagnato da misure attive, che creano integrazione sociale e culturale, e misure non discriminatorie a tutela delle fascie economicamente e socialmente più vulnerabili del tessuto sociale, che spesso includono alte percentuali di stranieri. Alcuni esempi di queste misure sono educazione alla diversità accesso alle case popolari, formazione professionale, borse di studio, spazi di condivisione e supporto socio-emotivo. Questo processo deve essere portato avanti all’insegna di una seria riflessione sulla nostra identità, che deve riflettere la composizione etnica e religiosa della società italiana e delle comunità italiane all’estero.

La legge, che mira ad avere un impatto su 600.000 persone, è un primo passo per un processo molto più lungo e complesso che deve occuparsi non solo di stranieri in Italia, ma anche di Italiani all’estero.

Il PD Londra è forse uno dei circoli nei quali le implicazioni legate alla multi-cittadinanza e alla fluidità’ della società sono sonoe state messe in particolare evidenza mettendo a nudo carenze e mancanza di visione strategica nelle pratiche di gestione della migrazione. Uno dei gruppi etnici piu nutriti e poilicamente attivi tra le nostre fila è quello degli Italo-Bengalesi. Bengalesi di origine, che hanno vissuto per anni in Italia diventando cittadini con la legge Bossi-Fini e che si sono spostati nel Regno Unito con l’arrivo della crisi finanziaria in Europa. Tale partecipazione ed attivismo sono cristallizzati nel fatto che uno dei membri di punta della lista Moving Forward appoggiata dal PD Londra nell’elezione ai ComItes sia Tipu Gulam rappresentante della comunità Italo-Bengalese di Londra. Essendo membri del Commonwealth, gli Italo-Bengalesi possono votare non solo per il governobritannico , ma anche per un referendum come quello sulla Brexit. Il valore strategico  di queste componenti della cittadinanza italiana, e l’importanza di garantire una relazione produttiva tra loro e le Istituzioni italiane all’estero, sono evidenti.

Perciò il PD Londra congratula il Governo e l’Onorevole Chaouki per il successo che  questa legge rappresenta, ma li incoraggia ad ampliare il respiro delle misure sulla cittadinanza includendo misure di integrazione attiva che parlino alle dinamiche della multi-culturalità italiana, sia quelle che hanno luogo in Italia, sia quelle che hanno luogo all’estero.

Mina Zingariello*
* Mina Zingariello è laureata in Relazioni Internazionali all’Università di Trento, ha lavorato per diverse organizzazioni non governative in Italia, Africa e America Latina. Oggi vive a Londra dove lavora per l’organizzazione umanitaria The International Rescue Committee ed è membro del Coordinamento del Circolo PD Londra & UK “Decio Anzani”.