Sì alla riforma costituzionale

|

quesito referendum costituzionaleIl mio Sì alla riforma costituzionale ed un enorme “Grazie”!

di Roberto Stasi*

La campagna referendaria volge quasi al termine per noi italiani all’estero. Qui a Londra e nel Regno Unito, i plichi elettorali stanno arrivando in queste ore e molti inizieranno a votare fin da subito.

Sulla mia, io voterò Sì.

Sono state settimana di campagna intensa, stancante e, per certi versi, anche molto combattuta. Tuttavia, c’è stata una partecipazione ampia ed interessata. Tra comitato BastaunSì-UK ed il PD Londra&UK abbiamo avuto il supporto di oltre 30 volontari: giovani per la maggior parte, gente sveglia ed appassionata, che con entusiasmo ha volantinato, organizzato feste ed incontri, che ha discusso, parlato di Costituzione con i nostri concittadini, sostenendo le ragioni del Sì.

Tra questi, anche io, che per piacere e dovere, mi sono ritrovato in una girandola di numerosi dibattiti, di migliaia di chilometri di viaggio, treni, bus e aerei presi, ma accompagnato dall’entusiasmo di tanti, anche sconosciuti, che ci hanno contattato per organizzare dibattiti in tutto il Regno Unito. A tutti va un sincero ed affettuoso “grazie”!

Il mio Sì è un Sì sia di testo che di contesto.

È un doppio Sì, per il Paese ed il Centrosinistra di cui il PD è, sarà e deve essere il baricentro.

Il mio Sì sul testo arriva dopo una lunga riflessione; credo che questo testo sia un buon compromesso, che risponde a tre principi di cui tutta la politica italiana, e non solo, ha sempre parlato da anni;

  • superamento del bicameralism paritario perfetto
  • migliore ripartizione delle competenze tra stato e regioni
  • maggiore efficienza del processo legislativo e quindi della capacità del Parlamento ( ovvero della sua maggioranza politica e di Governo) di prendere decisioni.

Mi sono trovato in tutti i dibattiti a difendere questi tre principi, ristudiando diritto pubblico, riprendendo gli appunti delle mie lezioni di diritto pubblico. Ho riletto documenti delle varie bicamerali, ho rivisto il testo della riforma costituzionale di Berlusconi del 2006, sulla quale votai No.

Per questo posso dire, con consapevolezza, che lo stravolgimento che si propaganda non c’è.

A Berlusconi, dieci anni fa, dicemmo un secco No per quella idea di premierato forte e di Stato Federale, al quale la sua riforma voleva portarci. Quello era uno stravolgimento vero ed una deriva autoritaria, giustamente dicemmo NO.

Sono chiaro, il mio Sì, non è un Sì per Renzi, sebbene pensi che la sua azione di governo sia stata positiva anche se con qualche punto di demerito, ma è un Sì ad una riforma attesa, di cui si parla da tempo.

È una riforma che serve per aggiustare lo “strumento” che fa le leggi, non solo nel tempo ma anche rispetto al contesto nazionale, dove oggi abbiamo Regioni forti, forse anche più dello Stato, che legiferano su materie ampissime. È un Sì anche  rispetto al contesto europeo e mondiale, dove siamo chiamati a prendere decisioni efficaci e veloci, dove la nostra capacità di cambiare, di rinnovarsi e di riformare, è sinonimo di credibilità, stabilità e fiducia, per chi investe nella nostra economia, per chi ama la nostra cultura, per chi decide di vivere nel nostro Paese.

Ma questa fiducia, stabilità, credibilità non è solo per chi ci guarda da fuori. È, prima di tutto, per noi italiani dentro e fuori il Paese, che chiediamo cambiamento, che ci lamentiamo dei nostri politici a cui chiediamo responsabilità nelle loro scelte e chiarezza delle loro azioni, in base al mandato elettorale, che noi affidiamo.

Ecco, io vedo tutto questo in questa riforma. Vedo anche gli equilibri, rispetto per quelli esistenti ed introduzione di nuovi, con un Senato, che qualcuno crede sminuito, ma che, invece, io credo, avrà ruolo di controllo e contrappeso forte sull’operato della Camera e del Governo.

Le istituzioni, tuttavia, sono fatte dalle persone: sta a noi scegliere i nostri politici, i nostri amministratori con più accortezza, chiedendo ai nostri cittadini di non votare a tutti i levelli chi promette posti di lavoro, chi offre qualcosa in cambio, ma solo chi può davvero rappresentarci con competenza, onestà e rettitudine.

So che molti amici e compagni, anche del PD, ai quali mi lega una profonda amicizia e anni di condivisione di militanza e pensiero, hanno deciso di scegliere il No in questa partita. Questo mi addolora profondamente, perchè credo che sia un errore.

Il mio Sì è anche un Sì di mediazione, che punta a ritrovare l’unità anche nel PD. Con questo spirito, non ho esitato a sottoscrivere un appello interno al PD per il cambio della legge elettorale Italicum, se quella o parti di quella, sono l’ostacolo vero per alcuni nostri compagni.

Il mio Sì è un Sì per tenere insieme il centrosinistra che negli anni, dall’Ulivo all’Unione e poi al PD, aveva promosso questa riforma. È un Sì contro un fronte del No, molto variegato, fortemente eterogeneo dove avrei davvero molta difficoltà a stare.

È un Sì contro un No che non ha un piano, che dice di volere riformare il Paese ma non sapendo da dove iniziare, su quali principi e con quali forza politiche. Il mio Sì è un Sì contro i populismi moderni, che sono conservazione, che sono finta democrazia, che sono ignoranza ed oscurantismo. Il mio Sì è per segnare un limite tra progressismo e conservazione, tra una democrazia che decide ed una democrazia inefficace.

Il mio Sì è un grido ai miei “compagni” per ritrovarsi perché le nostre battaglie sono sulle politiche e sui valori di giustizia ed equità, valori oggi ancora più attuali e a rischio: una battaglia che insieme dovremo riprendere dentro e fuori il PD.

Il mio Sì è un grido a Renzi perché sappia ritrovare l’unità dei democratici e progressisti.

Sta a noi decidere. People have the power.

Buon voto!

*Roberto Stasi è Segretario del PD Londra & UK